Direttiva case green italia

Direttiva case green Italia il governo sta lavorando al decreto di recepimento
secondo quanto riferito dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica,
è stata già trasmessa al Parlamento una bozza dei principi e criteri direttivi
La scorsa settimana, nel corso del “Question Time” al Senato,
il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica,
Gilberto Pichetto Fratin, ha parlato della direttiva sulle case green e
ha spiegato a che punto si trova il recepimento in Italia.
In particolare, ha fatto sapere che il governo sta preparando il decreto legislativo,
la cui adozione è però subordinata all’approvazione della legge di
delegazione europea 2026, attualmente in discussione al Senato.
Nel fornire la sua risposta in merito alla direttiva case green,
il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha spiegato che il Mase
“ha già trasmesso la bozza di norma che reca principi e criteri direttivi
per il recepimento nell’ambito della legge di delegazione europea 2026”.
Pichetto Fratin ha poi aggiunto che
“il Ministero sta svolgendo le attività istruttorie e gli approfondimenti
tecnici necessari alla predisposizione dello schema di decreto legislativo di
recepimento” e che “sono in corso interlocuzioni con le Amministrazioni
coinvolte nell’attuazione della direttiva per definire il quadro programmatorio”.
Nel percorso per adeguare l’ordinamento nazionale agli obiettivi di efficienza e
decarbonizzazione del patrimonio edilizio, il ministro ha menzionato il contributo
di “misure fondamentali come il Piano Sociale per il Clima, il Piano Casa
e la Misura per l’efficientamento dell’edilizia residenziale pubblica nell’ambito del Pnrr”.
Direttiva case green italia
Pichetto Fratin ha dunque sottolineato che l’emanazione del decreto
legislativo per recepire formalmente la direttiva case green è subordinata
al via libera definitivo alla legge di delegazione europea, il provvedimento
contenente i criteri che il governo deve seguire nella redazione dei decreti attuativi.
Intanto, l’Italia deve fare i conti con la procedura di infrazione aperta
a marzo 2026 dalla Commissione europea nei confronti dei Paesi che
non hanno trasmesso entro lo scorso 31 dicembre il proprio Piano
nazionale di ristrutturazione degli edifici.
Dopo sei mesi, Bruxelles ha deciso di proseguire l’iter e ha concesso
ai Paesi interessati un ulteriore termine di due mesi.
In assenza dei piani richiesti, la Commissione europea potrebbe decidere
di deferire i casi alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
