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Emergenza abitativa

Emergenza abitativa

Emergenza abitativa in Italia servono 151mila alloggi l’anno: 

soprattutto a Roma e Milano il fabbisogno più alto

Secondo il rapporto Centro Einaudi per Assonime e 

Confindustria Assoimmobiliare, la Capitale avrebbe 

bisogno quindi di 39mila case l’anno, Milano quasi 35mila. 

In proporzione agli abitanti infine la più sotto pressione è Bologna. 

Al Sud invece 76mila alloggi in eccesso

Un Paese con più case che famiglie, ma non per questo 

immune dall’emergenza abitativa tornata quindi

al centro del dibattito europeo. 

In Italia ci sono oltre 35,6 milioni di abitazioni e soprattutto

meno di 26 milioni di famiglie. 

Eppure, al netto delle case che ogni anno si liberano e 

possono tornare sul mercato, il Paese avrebbe bisogno 

quindi di circa 151mila nuove abitazioni l’anno, 

per lo più nelle grandi città. 

Anche in ottica prospettica, lo scenario migliora solo 

in parte: al 2040 il fabbisogno nazionale potrebbe 

scendere a 73mila unità, ma la pressione resterebbe 

concentrata soprattutto nelle aree metropolitane del Centro-Nord. 

I dati arrivano dal rapporto “Abitare l’Italia di domani”, 

realizzato dal Centro Einaudi per Assonime e 

Confindustria Assoimmobiliare. 

Stando ai calcoli dello studio, a fronte di una domanda 

che lo scorso anno ammontava a circa un milione di 

unità abitative, l’offerta effettivamente riutilizzabile si 

ferma a 862mila. 

E le nuove costruzioni quindi non bastano a colmare il divario: 

nel 2024 le abitazioni autorizzate erano poco più di 55mila. 

Emergenza abitativa – Il fabbisogno città per città

Il nodo non è solo quante, ma soprattutto dove. 

Il fabbisogno infatti non è distribuito in modo uniforme: 

il Nord registra un deficit di circa 140mila alloggi l’anno, 

il Centro di 62mila. 

Il Mezzogiorno, al contrario, ha un eccesso di offerta 

riusabile di 51mila unità. 

Il gap più alto è nell’area definita “Nord metropolitano”, 

con 100mila abitazioni (8,1 ogni mille abitanti), seguito 

dal Centro metropolitano con 45mila. 

Il Sud periferico, per contro, ha 76mila case in più di 

quante ne servano. 

Stringendo il perimetro di studio alle singole città, 

Roma ha il fabbisogno più alto in valore assoluto: 

39,3mila abitazioni l’anno. 

Seguono Milano (34,6mila), Torino (15,3mila), 

Bologna (13,1mila) e infine Firenze (10,7mila). 

In rapporto alla popolazione è Bologna la più sotto 

pressione, con 12,8 alloggi mancanti ogni mille abitanti, 

davanti a Firenze (10,8) e infine Milano (10,6). 

L’analisi prospettica al 2040 vedrebbe Roma scendere 

a 26,8mila e quindi Milano a 20,1mila. 

Al Sud i gap sono bassi, non perché il mercato funzioni meglio. 

Napoli, con 3mila unità di fabbisogno, perde circa 15mila 

residenti l’anno soprattutto per migrazione interna.

Dallo stock disponibile a quello utilizzabile

Il paradosso di un Paese con più case che famiglie si 

spiega meglio guardando allo stock, dove i numeri 

sulle case vuote o inutilizzate vanno letti quindi

con alcuni filtri di analisi. 

Le case vuote o abitate da non residenti sono circa 

9,5 milioni e il rapporto cita una stima 8,5 milioni di 

«case dormienti», ma non tutte sono utili o recuperabili: 

contano età, classe energetica e infine posizione. 

L’articolo completo su: Il Sole 24 ore 

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